Season 2011
ottobre 7th, 2011 § Lascia un commento
Diane Arbus
ottobre 4th, 2011 § Lascia un commento
Diane Nemerov nasce il 14 marzo 1923, Ebrea di New York.
La famiglia è proprietaria della catena di grandi magazzini Russek’s. Il padre è David Nemerov e la madre Gertrude Russek. Dal 1930 Diane frequenta la “Ethical culture school” a New York e, negli anni successivi, la Fieldston School. A soli 14 anni conosce Allan Arbus, di cinque anni più anziano, all’epoca commesso da Russek’s, e se ne innamora. Il rapporto non è ben visto dalla famiglia di Diane, ma lei lo sposerà appena compiuti i 18 anni, il 10 aprile del 1941. Tuttavia i Nemerov rimangono in buoni rapporti con la figlia. Il primo lavoro dei giovani sposi è un servizio fotografico pubblicitario per la catena del padre, i Grandi magazzini Russek’s. Diane è considerata una ragazza molto dotata, ed è incoraggiata a prendere lezioni private di disegno. Ma pur di sposare Allan non esita a rifiutarsi di andare all’università. Durante la seconda guerra mondiale Allan fa il servizio militare lavorando come fotografo per l’esercito.
Alla fine della seconda guerra mondiale, Allan e Diane decidono di fare i fotografi, visto che nel ’41 si erano già occupati brevemente di moda e Allan aveva accumulato una notevole esperienza come fotografo nell’esercito. All’inizio sembra che Diane si limiti a fare da assistente ad Allan, lo studio comunque si chiama “Diane & Allan Arbus”. La Arbus studierà fotografia brevemente con Berenice Abbott nel 1947, poi con Brodovitch, nel 1955. Infine con Lisette Model, con cui studia nel 1956 e nel ’57. In una intervista a Newsweek Diane racconta così la sua amicizia con la Model: “Finché non studiai con Lisette sognavo di far fotografie, ma non le facevo davvero. Lisette mi disse che dovevo divertirmi nel farlo…”.
Diane collaborerà con il marito Allan solamente fino al 1956, anche se ancora per qualche anno appariranno fotografie che continuano a riportare i crediti di entrambi. Ancora alla fine degli anni ’50 Diane lavora con una Nikon 35mm. Nel periodo fra il ’57 e il ’60 Diane scopre l’Hubert’s museum, un “baraccone” situato all’angolo fra la 42^ e Broadway, dove si esibiscono una serie di bizzarre figure che la Arbus fotograferà più volte negli anni. Più o meno in questo periodo il matrimonio di Diane e Allan va in crisi. I due si separano nel 1959, ma informano la famiglia di lei solo tre anni dopo. Divorziano dieci anni dopo, nel 1969.
Dopo la separazione dal marito, Diane procede nella sua ricerca di soggetti da fotografare, soggetti a volte molto bizzarri. Fra i primi soggetti fotografati dalla Arbus in questi anni si contano “Miss Stormé de Larverie, la donna che si veste da uomo” “Moondog”, un gigante cieco con una grande barba e corna da vichingo che passa otto ore al giorno fra la 50 ma ovest e la Six Avenue. Va notato che la Arbus non si limita a fotografare di sfuggita questi personaggi, ma instaura con loro un vero rapporto di amicizia, talvolta anche profondo. Molti di loro vengono fotografati più volte nel corso degli anni, come accade al nano messicano “Cha cha cha” nome d’arte di Lauro Morales. Una delle foto più famose della Arbus. Fra gli ultimi soggetti della Arbus vi sono però anche le prostitute e i clienti di alcuni bordelli sadomaso. Di questi lavori sono noti solo pochi scatti.
Vanta importanti collaborazioni con il Guggenheim, dal quale viene finanziata con numerose borse di studio (1955-1969) e con il MOMA di New York, oltre che con numerose riviste.
L’etichetta di “fotografa di mostri” che le viene cucita addosso non piace a Diane. Secondo Patricia Bosworth, Diane ha sempre sofferto di crisi depressive. Ma a causa di un’epatite contratta nel 68, causata forse dall’abuso di farmaci, smette di prendere gli antidepressivi. È proprio la depressione di cui ha sempre sofferto, a condurla al gesto estremo di togliersi la vita nel 1971, un gesto gravissimo ma che rispecchia in pieno la “stravagante” esistenza di un’artista dal gusto particolare.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Diane_Arbus
http://diane-arbus-photography.com/
Il Matrimonio
settembre 28th, 2011 § 1 commento
Il matrimonio è un evento da sempre festeggiato a regola d’arte. Ancora oggi, nonostante molte tradizioni stiano scomparendo, il giorno del matrimonio è vissuto con particolare emozione, non solo dovuta alla solennità del momento, ma anche e soprattutto perché rappresenta l’attimo in cui si realizza tutto quanto organizzato per molti mesi.
È proprio la fase dell’organizzazione, la parte più difficile. Bisogna individuare il giorno giusto, verificare la disponibilità della chiesa, della struttura e del fotografo, scegliere la bomboniera più adatta, l’abito e tutti gli altri elementi.
Quel che dovrebbe essere un momento di festa, si trasforma in una giornata faticosissima, alla ricerca della perfezione e dell’unicità.
Questo articolo vuole essere solo un’introduzione per quella che sarà l’analisi che andremo ad affrontare nel corso del tempo, concentrando l’attenzione su quelli che sono gli aspetti che identificano, in modo particolare, un servizio fotografico per matrimonio.
Brassaï
settembre 27th, 2011 § Lascia un commento
È stato un fotografo ungherese naturalizzato francese.
«La notte suggerisce, non mostra. La notte ci turba e ci sorprende per la sua stessa stranezza, libera quelle forze dentro di noi che di giorno sono dominate dalla ragione».
Gyula Halász, è meglio conosciuto con lo pseudonimo di Brassaï (Braşov, 9 settembre 1899 – Èze, 8 luglio 1984), è stato un fotografo ungherese naturalizzato francese.
Braşov è oggi una città della Romania, ma nel 1899, quando Brassaï nacque, la regione sud-orientale della Transilvania apparteneva al territorio ungherese. A soli tre anni Brassaï si trasferì con la famiglia a Parigi; suo padre fu professore di letteratura alla Sorbona. Studiò all’Accademia di Belle Arti di Budapest prima di arruolarsi nella cavalleria dell’esercito austro-ungarico per tutta la durata della prima guerra mondiale. Nel 1920 andò a vivere a Berlino, lavorando come giornalista e riprendendo gli studi all’Accademia.
Nel 1924 si trasferì definitivamente a Parigi. Imparò il francese leggendo Proust e Prévert. Di quest’ultimo e di Henry Miller diventò grande amico, frequentando l’arrondissement di Montparnasse. Una volta radicato nelle viscere del territorio parigino, la sua attenzione fotografica nei confronti della città diventò assoluta. Amò Parigi di notte o sotto la pioggia, le ville, i giardini, il lungosenna e le stradine senza tempo dei quartieri antichi. Adottò lo pseudonimo di Brassaï in memoria della sua terra d’origine (significa “di Braşov” - Brasso, in ungherese).
Nel 1933 pubblicò il suo primo libro di fotografie, “Paris de nuit”, che riscosse un grande successo, soprattutto nell’ambiente artistico. Henry Miller lo soprannominò “l’occhio di Parigi”. Si interessò anche all’alta società, agli intellettuali, al teatro e all’opera. Immortalò, tra gli altri, Salvador Dalí, Pablo Picasso, Henri Matisse e Alberto Giacometti. Nel 1956 il suo film Tant qu’il y aura des bêtes vinse il Grand Prix Speciale della Giuria come film più originale al Festival di Cannes.
Fu insignito del titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere nel 1974 e di Cavaliere della Legion d’Onore nel 1976.
Nel 1978, vinse il Premio Internazionale di Fotografia a Parigi. Ha scritto 17 libri e numerosi articoli, tra i quali, nel 1948, il romanzo Histoire de Marie, pubblicato con una introduzione di Henry Miller. Inoltre, l’Università di Chicago ha curato l’edizione e la traduzione di Lettera ai miei genitori e Conversazioni con Picasso (1964).
Morì l’8 luglio 1984 a Eze, nelle Alpi marittime, e fu sepolto al cimitero di Montparnasse di Parigi.
Nel 2000, Gilberte, vedova di Brassaï, organizzò una grande mostra commemorativa presso il Centre Pompidou di Parigi.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Brassaï
Thank you!!!
settembre 26th, 2011 § Lascia un commento
Ansel Adams
settembre 24th, 2011 § Lascia un commento
Nasce a San Francisco vicino al Golden Gate Bridge.
Unico figlio di Charles Hitchcock Adams, un imprenditore di successo che possedeva una compagnia di assicurazioni ed una fabbrica di prodotti chimici, e Olive Bray. È noto per le sue fotografie in bianco e nero di paesaggi dei parchi nazionali americani e come autore di numerosi libri di fotografia, tra cui la trilogia di manuali di tecnica, The Camera, The Negative e The Print. All’età di 4 anni, in seguito al terremoto del 1906, cade e si frattura il naso, che resterà modificato nel suo profilo per tutta la vita. Non ama gli studi scolastici e nel 1914, a dodici anni, inizia a studiare pianoforte per abbandonarlo poi all’età di vent’anni circa.
Nel 1916, all’età di 14 anni, durante una vacanza con la sua famiglia allo Yosemite National Park, gli viene regalata la sua prima macchina fotografica, una Kodak Brownie. La natura e la fotografia saranno da allora legate per sempre alla sua vita. La passione ambientalista traspare peraltro in tutte le sue opere. Nel 1919 si iscrive al “Sierra Club”, una delle più antiche ed importanti organizzazioni ambientaliste americane. Nel 1927 partecipa alla gita annuale del Club, nota come High Trip. In quell’anno pubblica il suo primo portfolio: Parmelian Prints of the High Sierrafinanziato da Albert Bender conosciuto l’anno prima a Berkeley. Guadagnerà circa 4000 dollari. Nel 1928 diviene fotografo ufficiale del Sierra Club, ma non lascia la sua passione ambientalista e si dedica anche ad accompagnare le persone che partecipano alle escursioni, che a volte durano settimane, come assistente del direttore di gita. Lo stesso anno sposa Virginia Best, figlia del proprietario del Best’s Studio che verrà ereditato dalla figlia nel 1935 alla morte del padre. Lo studio è oggi noto come Ansel Adams Gallery. Nel 1932 fonda il Gruppo f/64 allo scopo di riunire alcuni fotografi aderenti alla cosiddettastraight photography: John Paul Edwards, Imogen Cunningham, Preston Holder, Consuelo Kanaga, Alma Lavenson, Sonya Noskowiak, Henry Swift, Willard Van Dyke, ed Edward Weston. Il nome rimandava alla minima apertura del diaframma dell’obiettivo che avrebbe consentito la massima profondità di campo e la maggiore accuratezza dei dettagli. Nel 1934 entra nel Consiglio di Amministrazione del Sierra Club e ne resterà membro, insieme alla moglie, per tutta la vita. È autore di molte prime scalate sulla Sierra Nevada. Le sue fotografie sono una testimonianza di quello che erano i parchi nazionali prima degli interventi umani e dei viaggi di massa. Il suo lavoro ha sponsorizzato molti degli scopi del Sierra Club ed ha portato alla luce le tematiche ambientali.
Adams ha inventato il sistema zonale, una tecnica che permette ai fotografi di trasporre la luce che essi vedono in specifiche densità sul negativo e sulla carta, ottenendo così un controllo migliore sulle fotografie finite. È anche stato un pioniere dell’idea di “visualizzazione” della stampa finita basata sui valori di luce misurati nella scena che viene fotografata. Le fotografie nel libro a tiratura limitata Sierra Nevada: The John Muir Trail, insieme alla sua testimonianza, hanno contribuito ad assicurare la designazione del Sequoia and Kings Canyon come parco nazionale nel 1940. Prese a cuore la questione dell’internamento dei nippo-americani che seguì l’attacco di Pearl Harbor, tanto che gli venne permesso di visitare il Manzanar War Relocation Center nella Owens Valley, ai piedi del Monte Williamson. Il saggio fotografico fu dapprima esposto in una mostra in un museo d’arte moderna, e più tardi fu pubblicato col titolo Born Free and Equal: Photographs of the Loyal Japanese-Americans at Manzanar Relocation Center, Inyo County, California (“Nati liberi e uguali: fotografie dei leali nippo-americani al centro di dislocamento Manzanar, Contea di Inyo, California”).
Fu il beneficiario di tre borse di studio Guggenheim durante la sua carriera. Fu eletto nel 1966 membro dell’American Academy of Arts and Sciences. Nel 1980 il presidente Jimmy Carter lo insignì della medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile del suo Paese.
I diritti di pubblicazione per le fotografie di Adams sono tenuti dagli amministratori dell’Ansel Adams Publishing Rights Trust.
Nel 1984, il “Minarets Wilderness” dell’Inyo National Forest venne ribattezzato “Ansel Adams Wilderness”. Il Monte Ansel Adams, una cima di 3.584 metri nella Sierra Nevada, venne così ribattezzato nel 1986.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Ansel_Adams
Helmut Newton
settembre 24th, 2011 § Lascia un commento
Nato a Berlino nel 1920, figlio di genitori entrambi ebrei.
Cresciuto nella buona borghesia Berlinese degli anni ’20-’30, frequenta il Werner von Trotschke Gymnasium e la Scuola Americana a Berlino. Interessato alla fotografia fin da piccolo, lavora con la fotografa tedesca Else Simon, conosciuta come Yva. A seguito delle leggi razziali lascia la Germania nel 1938 imbarcandosi a Trieste sul piroscafo “Il Conte Rosso” rifugiandosi a Singapore e lavorando come fotografo per il Straits Times. Prende servizio nell’esercitoaustraliano durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945.
Il 13 maggio 1948 sposa l’attrice australiana June Browne nota come fotografa con lo pseudonimo di “Alice Springs” (dal nome della omonima città australiana). Dopo la guerra lavora come fotografo freelance producendo scatti di moda e lavorando con riviste come Playboy. Dalla fine degli anni cinquanta in poi si concentra sulla fotografia di moda.
Si stabilisce a Parigi nel 1961 e intraprende una carriera come fotografo di moda professionista. I suoi scatti appaiono su varie riviste tra cui i magazine di moda Vogue, L’Uomo Vogue, Harper’s Bazaar, Elle ,GQ, Vanity Fair, Max e Marie Claire. Il suo particolare stile è caratterizzato dall’erotismo patinato, a volte con tratti sado-masochistici e feticistici. Un attacco di cuore nel 1970 rallenta la sua produzione ma aumenta la sua fama, in particolare con la serie “Big Nudes” del 1980 che segna la vetta del suo stile erotico-urbano, sostenuto con un’eccellente tecnica fotografica. Crea inoltre molti ritratti e altri studi fotografici e incomincia a lavorare per Chanel, Gianni Versace,Blumarine, Yves Saint Laurent, Borbonese e Dolce & Gabbana. Nel 1984 insieme a Peter Max realizza il video dei Missing Persons Surrender your Heart.
Nell’ottobre 2003 dona una collezione di foto alla fondazione Preußischer Kulturbesitz a Berlino. È attualmente esposta al Museo della Fotografia (Museum für Fotografie) vicino alla Bahnhof Zoologischer Garten, la stazione ferroviaria dello zoo di Berlino.
In seguito vive a Monte Carlo e Los Angeles. Muore in un incidente stradale a Hollywood quando la sua macchina si schianta su un muro del famoso Chateau Marmont, l’hotel sul Sunset Boulevard che era stata per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud. Le sue spoglie sono state poste a Berlino nel cimitero ebraico di Friedenau, la sua tomba è collocata a qualche metro da quella di Marlene Dietrich.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Helmut_Newton












